Un tempo lungo questa via, come racconta il signor Gino, la memoria storica del quartiere, ogni edificio ospitava un’attività economica. 
Alla mattina artigiani e commercianti scendevano le scale di casa e aprivan bottega,
si contavano 8 sarti, 3 calzolai e un zoccolaio, molti falegnami e poi venditori di vino e osterie oltre a tutte le attività che potevano servire ad una comunità.

La via era il centro commerciale dell’epoca, crocevia tra la città e le borgate vicine fino all’Alpago e al Cadore.

Ancor oggi la via è una vivace comunità e sta riscoprendo
il piacere di vivere la strada. La festa di Via Caprera ha favorito nuove amicizie, consolidato le antiche e dato nuovi stimoli a osti, commercianti ed artigiani che hanno scelto questa via per la loro attività.